Beati noi

Scritto nel 1980, questo testo merita oggi, nel 2007, ancora molta attenzione perché come allora, narra il mondo all’italiana, un mondo alla rovescia, in cui i beati sono dannati, e i dannati sono beati.

Il nostro tempo è il 1978 di Aldo Moro, il 1984 di Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, il 1992 di Mani Pulite, il 2007 telefonico di D’Alema e Fassino. Mischiamo le carte da decenni, ma ciò che resta invariato è il mazzo. I beati sono sempre allo stesso posto, qualcuno manca, qualcuno si è aggiunto, con l’arroganza di sempre e la stessa impunità.

Beati sono i santi, i cavalieri e i fanti;
beati i vivi, i morti ma soprattutto i risorti
Beati sono i ricchi perché hanno il mondo in mano
Beati i potenti e i re e beato chi è sovrano
Beati i bulli di quartiere perché non sanno ciò che fanno
Ed i parlamentari ladri che sicuramente lo sanno
Beata è la guerra, chi la fa e chi la decanta
Ma più beata ancora è la guerra quando è santa.

Le Beatitudini, 1980; Rino Gaetano

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