Di Pietro: il V-Day contro i media

“Sono rimasto molto sorpreso dalla reazione dei giornalisti e degli opinionisti al V-day dell’otto settembre. Un comico organizza un evento per raccogliere le firme per una proposta di legge popolare e più di 300.000 cittadini aderiscono in un solo giorno. Non è mai successo nella storia della Repubblica.

Beppe Grillo propone quindi delle liste civiche senza la presenza di pregiudicati e invita i cittadini a presenziare ai consigli comunali. Tutto all’interno delle leggi dello Stato. Il giorno dopo i politici, che avevano ignorato fino ad allora il popolo della Rete, nella speranza che non disturbasse il manovratore, cercano di diminuirne il messaggio, anche squalificandolo.

Ma i politici, va detto, salvo alcune valutazioni infelici, non si sono accaniti piú di tanto e in qualche caso hanno persino condiviso parte delle critiche di Grillo. I giornalisti invece no, quasi tutti, senza distinzione di testata hanno descritto Grillo come un anticristo.

È per me imbarazzante ascoltarli mentre insultano pesantemente le persone che sono scese in piazza, disprezzandole, e dando a Grillo la patente di fascista e di terrorista. La sensazione è che il V-day sia stato organizzato contro di loro, non contro i partiti e che cerchino di difendersi. L’evocazione delle pallottole e di un nuovo terrorismo da parte dei giornalisti quando in piazza si sono visti solo cittadini italiani di tutte le età in file ordinate è un gioco al massacro che non mi sta bene.

Se dovesse succedere qualcosa, chi evoca le pallottole ne porterà la responsabilità “

fonte Blog di Antonio Di Pietro

1 Commento/i

  1. Un bravo di cuore a Di Pietro, uno dei pochi politici che secondo me ha capito la vastissima portata di questo nuovo movimento.


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