La finzione che turba la realtà

Dopo la decisione di rinviare la messa in onda dalla fiction La vita rubata sulla storia di Graziella Campagna, una giovanissima vittima di mafia, il ministro della giustizia Clemente Mastella rivolge i suoi interessi educativi ad un’altra fiction Il capo dei Capi, sulla vita di Totò Riina. “Non credo che la tv, neppure quella privata, possa inneggiare al capo dei capi. Andrebbe fermata. – ha detto il ministro da Gela, in Sicilia, dove si trova per un incontro con i vertici della magistratura – Il capo dei capi e’ un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella societa’. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa”

via Agenzia Radicale

Vorrei poter dire al dipendente Mastella che ciò che spaventa me non è una fiction, o la trilogia del padrino, ma sapere che un uomo politico, che ricopre una carica di garanzia per il popolo italiano, interpreta il proprio ruolo come un bambino interpreta il giorno del suo compleanno.

Lei crede forse che non ci sia alcun male nel modificare la realtà in base ai propri canoni di analisi. E lo crede perché semplicemente può farlo. Si tratta di meccanismi psicologici di cui ignoriamo gli effetti nella nostra vita, pur essendone costantemente sotto effetto. Potrei annoiarla con questa spiegazione, e non credo che essere ministro basti per permetterle di capirne la complessità.

Le vorrei quindi chiedere di fare del suo meglio per rendere migliore questo paese, e temo che lei mi risponderebbe che lo sta già facendo. Non sarebbe una bugia, purtroppo. Lei non è l’unico in questo marciume, lo so. Segue solo la scia di chi l’ha preceduta e di chi oggi l’accompagna, o a lei si oppone. Ma questo basta a fare di un uomo un ministro? Fosse così, avremmo una nazionale di calcio fatta di ministri.

Vorrei chiederle di cambiare, ma tutto questo non servirebbe, perché dopo di lei un altro seguirebbe la sua scia. Mi auguro perciò, che le sue azioni non siano irreparabili, come facevo con chi l’ha preceduta. Osservo, e cerco un varco per emettere luce. Un segnale, diretto a quelli che, come me, si guardano intorno e credono che di meglio ci possa essere. Credono che non valga più la pena di guarire il malato, meglio lasciarlo ad una fine dignitosa e rivolgere ad altro il proprio pensiero. A cercare il nuovo.

Internet è piena di questi bagliori di luce, e presto le crepe inizieranno ad aprirsi. Quel giorno, i cittadini saranno di nuovo nelle strade, nelle piazze, pacificamente, a ricordare a lei ed ai suoi colleghi, che nulla è per sempre.

Vedrà di nuovo il volto di chi sta attendendo che lei scompaia da dove si trova, accompagnato in questa magica sortita da tutta la classe politico-dirigenziale-accademico-manageriale che oggi si dice rappresentante del nostro popolo.

Il 25 aprile ci vedrà di nuovo in festa.

1 Commento/i

  1. Il “popolo italiano”, giustamente, ha licenziato il dipendente Mastella anche per questi comportamenti.


Commenti RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento