Cina: pulizie di primavera su internet

La Cina prosegue la sua marcia verso la totalizzazione dell’informazione e la distorsione dei fatti. Accantonata la proposta avanzata da un diplomatico cinese di inviare i dirigenti del partito in Italia per fare corsi di formazione su “Realtà nell’informazione e realtà dell’informazione” con i migliori docenti del parlamento italiano, sembra che la scure repressiva abbia colpito (nuovamente) internet.
Dopo la disabilitazione dell’accesso a YouTube dal territorio cinese, effettuata qualche settimana fa, molti altri siti sono stati chiusi a causa di presunte violazioni delle leggi locali (sezione 16) sulla trasmissione di programmi osceni, pornografici, che favoriscono il terrorismo, che mettono in pericolo la sicurezza nazionale o che danneggino la reputazione della Cina.
Sembra chiaro come l’obiettivo reale di questa azione di pulizia sia impedire la visione dei numerosi contenuti video che denunciano le disumane azioni repressive adottate in Tibet per placare la rivolta popolare. Quei video e quelle testimonianze sarebbero infatti un ostacolo intollerabile al tentativo di revisionismo sui fatti tibetani.
In questo scenario, non da alcuna soddisfazione la notizia della riapertura di YouTube, avvenuta il 22 marzo. Infatti dalle pagine (accessibili dalla cina) del noto portale, sono stati rimossi tutti i video sulla rivolta in Tibet. Per questa ultima azione, un ringraziamento globale va a Big G per la solerte collaborazione offerta al regime.
Ed ora tutti a tifare Italia per le preziose medaglie cinesi.
via | setteB.it
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